— Vieni, bàrbero, alla carriera!

Altri, alludendo alla sua gran testa, gli chiesero per dileggio:

— Quanto la libbra il cervello, stroppiatino?

Uno tra questi, più disumano, gli fece cadere una gruccia; e si mise a fuggire. Il muto barcollò; poi la raccolse a fatica, e si mosse. Gli strilli e le risa dei monelli si dileguavano verso il fiume. L'aquilone s'inalzava, come un uccello di paesi strani, in un cielo tutto rosato e soave.

Compagnie di soldati cantavano in coro, lungo il Bagno. Era la bella stagione, sotto la festa di Pasqua.

Ciro, sentendosi mordere le viscere dalla fame, pensò:

— Ora chiedo l'elemosina.

Dal forno veniva col vento primaverile la fragranza del pane recente. Passò un uomo vestito di bianco, portando in testa una lunga tavola su cui giacevano in ordine molti pani color d'oro, che ancora fumavano. Due cani lo seguivano, con il muso all'aria, dimenando la coda.

Ciro si sentì quasi venir meno, di languore. Pensava:

— Ora chiedo l'elemosina; se no, muoio.