— Se andassi a casa, mentre la matrigna è fuori?

La bramosia del cibo lo punse così forte, che egli non indugiò più oltre. Volava su le grucce, dietro la speranza del pane. Una femminetta, al passaggio, gli gridò ridendo: — Corri il palio, stroppiatino?

Egli giunse alla casa, in un baleno, ansando e palpitando. Salì le scale con cautela infinita, senza rumore. Cercò la chiave a tentoni, in una cavità del muro, dove soleva metterla la matrigna uscendo. La trovò; e prima d'aprire guardò pel buco della serratura. Luca, sul letto, pareva sopito.

Ciro pensò:

— Se potessi prendere il pane senza svegliarlo!

E girò la chiave, piano piano, trattenendo il respiro, temendo di svegliare il fratello con palpiti del cuore. Pareva che quei palpiti empissero tutta la casa, come d'un fragore altissimo.

— E se si sveglia? — pensò Ciro con un brivido nelle midolle, quando sentì che la porta era aperta.

Ma la fame lo rendeva audace. Egli entrò, puntando le grucce delicatamente, non togliendo mai gli occhi di sul fratello.

— E se si sveglia?

Il fratello, supino, respirava con affanno in quel sopore. Di tratto in tratto gli usciva dalle labbra quasi un fischio lieve. Una sola candela ardeva su la tavola, gittando alla parete larghe ombre variabili.