— Dunque non siete morto?
— Non sono morto.
— Dunque voi siete il marito di Rosalba Catena?
— Sono il marito di Rosalba Catena.
— E ora? — esclamò Verdura, con un gesto di perplessità. — Siamo due.
— Siamo due.
Un istante rimasero in silenzio. Turlendana masticava l'ultima crosta d'un pane, tranquillamente; e si udiva nel silenzio lo scricchiolío leggero. Per una naturale benigna incuranza dell'animo e per una fatuità gloriosa, Verdura non era compreso d'altro che della singolarità dell'avvenimento. Un improvviso impeto d'allegrezza lo prese, salendo spontaneo dai precordii.
— Andiamo da Rosalba! andiamo! andiamo! andiamo!
Egli traeva il reduce per un braccio, a traverso il fondaco dei bevitori, agitandosi, gridando:
— Ecc'a qua Turlendana, Turlendana marinaro, lu marito de mógliema, Turlendana che s'era morto! Ecc'a qua Turlendana! Ecc'a qua Turlendana!