Io gli dissi, toccandogli il braccio:
— Tu non ti ricordavi di queste cose. Oddo, ch'era già entrato nel frutteto, esclamò come ebro:
— Ah se Violante fosse qui! Quest'odore val bene le essenze di Maria Sofia.
Antonello ripetè dolcemente:
— Bisogna condurle sotto i fiori.
Pareva che il suono di queste parole gli avesse affascinato l'orecchio come una cadenza, fin dalla prima volta. La sua voce nel ripeterle aveva le stesse inflessioni. E io nel riudirle provai non so che turbamento, quasi che mi fossero dirette. Il desiderio di tagliare i rami, ch'era caduto dinnanzi a tanta bellezza vivente, mi risorse; e imaginai in confuso l'arrivo del gran dono primaverile al palazzo lùgubre nel crepuscolo.
— Non c'è nessuno nelle vicinanze? — domandai, impaziente.
Un colono sopraggiungeva di corsa. Ansando si curvò e si mise a baciarmi le mani con una specie di furia.
— Taglia i più bei rami — io gli dissi.
Era egli un magnifico esemplare della sua specie, degno abitatore di quella roggia terra sparsa di pietre focaie. Mi pareva in vero un superstite dell'antica razza lapidea di Deucalione. Brandì la róncola, e con colpi netti e rapidi si diede a mutilare le felici creature vegetali. Ad ogni colpo cadevano i petali meno tenaci e imbiancavano il suolo.