Era una mano spoglia di anelli, non troppo bianca, nè troppo allungata, ma robusta nella sua forma pura, atta a raccogliere e a sostenere, pieghevole e ferma nel tempo medesimo, con un'impronta di fierezza sul dosso variato dai rilievi delle congiunture e dalle trame delle vene, con solchi di dolcezza nella palma concava e tiepida dove pareva risiedere un focolare irradiante di sensibilità.
— Siate il benvenuto — disse la calda voce cordiale. — Voi ci portate da Roma il sole e la primavera....
— Oh no! — interruppi. — Io trovo qui l'uno e l'altra. A Roma ho lasciato la nebbia e molte simili cose grige. Esprimevo dianzi il rammarico d'esser rimasto troppo tempo lontano.
— Tu dovrai dunque compensarci della dimenticanza — fece Antonello, con quel suo sorriso penoso.
— Come trovate Trigento? — mi domandò Anatolia. — Quasi in nulla mutato; è vero? Voi venivate qui con vostra madre.... Ve ne ricordate bene; è vero? Noi non avremmo potuto dimenticarlo; nè potremo mai. Troverete qui, tra le cose rimaste intatte, la memoria della santa anima, di quella immensa bontà.
Un silenzio grave seguì le sue parole evocatrici. Per qualche attimo il sentimento della morte, addensatosi intorno al mio cuore filiale, diede anche agli esseri e alle cose presenti un aspetto d'inesistenza. Mi parve, per qualche attimo, che tutto divenisse lontano e vacuo non meno di quel cielo ch'io vedevo impallidire a traverso le nude viti della pergola simili a una rete lógora. Ma nel dileguarsi dell'illusione breve, mi sentii più avvicinato a colei che l'aveva prodotta; e mi sentii incapace di disperdermi ancora in parole oziose, provando il bisogno di penetrare nella verità di quella tristezza.
— E Donna Aldoina? — chiesi a voce bassa, rivolto verso Anatolia, comunicando ora con lei sola.
Non era ella forse la vera custode dell'abitazione oscura? Evocando la morta, non aveva ella medesima suscitato l'imagine della demente?
— È rimasta così, sempre — rispose, a voce bassa anch'ella. — Meglio per voi non vederla, almeno per oggi. Vi farebbe troppa pena. E per noi, imaginate!, è il supplizio di tutti i giorni; un supplizio che dura da anni, senza tregua, disfacendoci l'anima....
I suoi occhi in un batter di palpebre gittarono ad Antonello uno sguardo furtivo, dove io potei leggere il segreto terrore che le ispirava il povero infermo pericolante su l'orlo dell'abisso.