Praecipitate moras, volvcres cingatis vt horas
Nectite formosas, mollia serta, rosas.
Era, addolcito di rime, l'antico ammonimento che nei secoli aveva incitato gli uomini ai piaceri della vita breve, aveva infiammato i baci su le bocche degli amanti e moltiplicato su le mense le coppe del vino. Era l'antica melodia voluttuosa, modulata su la nova siringa che un monaco industre aveva composta in forma dell'ala d'una colomba con le canne ineguali recise nell'orto abbandonato di Pane ma conteste insieme con la cera dei torchietti votivi e con il lino d'una tovaglia d'altare logora.
“La fontana brilla e risuona; e ti dice nel suo splendore: Godi!, e nel suo murmure ti dice: Ama!„
Fons lvcet, plavde, eloquitvr fons lvmine: Gavde.
Fons sonat, adclama, mvrmvre dicit: Ama.
Un ambiguo incantesimo diffondevano nel mio spirito gli echi della rima leonina a cui le acque facevano la glosa interminabile. Io sentivo in quelli echi l'accento velato della malinconia che dona al piacere un'indefinita grazia e turbandolo pur lo rende più profondo. Non meno eran molli e tristi quivi le giovinezze divine che distendevano sui margini le nude membra ondulate a similitudine dello specchio in cui si miravano da sì lungo tempo: — Salmaci forse, agognanti alla perfezione d'un congiungimento ancora ignoto agli uomini e agli iddii? o Bibli forse, intente a comprimere nel virgineo petto il fuoco del desiderio incestuoso? o Aretuse pieganti come salci leni sotto la violenza d'un amor protervo repulso in vano? “Piangete qui, o amanti che venite a dissetarvi! Troppo è dolce quest'acqua. Tempratela col sale delle vostre lacrime.„
Flete hic potantes, nimis est aqva dvlcis, amantes.
Salsvs, vt apta veham, temperet hvmor eam.
Così la dolce fontana, invidiando il sapore del pianto, indicava ai gaudiosi l'arte sottile di gustar qualche amarezza nella piena felicità. “Convien mescere alle rose qualche roseo fiore dell'atro elleboro, quasi indistinto nella ghirlanda, affinchè la fronte redimita a quando a quando s'inclini.„ Pareva che di grado in grado, per quella lunga via di amore, la voluttà divenisse più raccolta, più sapiente e più appassionata. I liquidi specchi invitavano gli amanti a reclinar le fronti gravi di sogno e a contemplare le proprie imagini affinchè, giunti infine a non vedere in quelle se non le sembianze d'ignoti esseri insorte alla luce da un mondo inaccessibile, potessero meglio sentire quel ch'eravi d'indicibilmente estraneo e lontano nelle vite loro. “Inclinatevi a specchiarvi affinché i vostri baci sieno addoppiati dall'imagine.„