— Chi riscaldava l'anima di Santa Chiara e la faceva ardere? — mi oppose la monacanda, come riscotendosi per non esser vinta, mentre le sue gote si coloravano.
— Un uomo: Francesco d'Assisi. Voi non potete imaginare la Damianita se non in ginocchio ai piedi di Francesco. Un artefice religioso la figurò nell'atto di scambiare un bacio col Serafico. E ripensate il lungo idillio che fu tessuto fra l'eremo di San Damiano e la Porziuncula; ripensate le settimane di passione, di dolore e di pietà trascorse nel giardino del monastero, all'ombra degli olivi, in una estate di gran sete, quando Chiara beveva le lacrime effuse dagli occhi di Francesco quasi ciechi; ripensate infine il colloquio tra i due mistici amanti, che precedette quella suprema estasi ond'eruppe come un getto di luce il Cantico delle Creature. Avete là accanto a voi i Fioretti. Ebbene, rileggete il capitolo in cui si narra “come Santa Chiara mangiò con San Francesco„. Mai convito nuziale fu illuminato da più splendide faci di amore. Ecco: “Gli uomini d'Assisi e da Bettona, e que' della contrada d'intorno, vedevano che Santa Maria degli Angeli e tutto il luogo e la selva ch'era allora allato al luogo ardevano fortemente, e parea che fosse un fuoco grande che occupava la chiesa e il luogo e la selva insieme: per la qual cosa gli Assisiani con gran fretta corsero laggiù per ispegnere il fuoco, credendo veramente che ogni cosa ardesse. Ma, giugnendo al luogo e non trovando ardere nulla, intrarono dentro e trovarono San Francesco con Santa Chiara....„ Voi vedete bene, cara sorella, in quali modi la patrona della vostra Regola potesse ripararsi dal gelo. Convenite che la differenza è grande fra l'eremo luminoso di San Damiano e la clausura del vostro monastero angioino. Qui nessun incendio ma un'eguale ombra grigia ove l'umiltà si fa inerte.... Di quale specie è la vostra umiltà, Massimilla? Io penso che il vostro bisogno di schiavitù sia molto altiero.
Ella taceva, scoraggiata e anelante; ed era così dolce e così misera nel suo sbigottimento che io avrei voluto prenderla su le mie ginocchia.
— Quando appariste su per la scalea, il primo giorno, sùbito mi deste imagine dell'ermellino. Ora, sembra che nella nostra imaginazione il candore dell'ermellino non possa andar disgiunto dall'orgoglio della porpora, tanto siamo assuefatti a considerar l'uno e l'altra riuniti nei manti regali. Non forse voi portate il vostro manto a rovescio, Massimilla, per modo che la porpora è di sotto invisibile? Tale è bene la maniera d'una Montaga.
— Io non so — ella rispondeva smarritamente. — Tutto quel che voi dite, pare che debba essere.
Ed era come se ella confessasse: — Io sarò quale voi mi vorrete.
— Se io fossi il vostro sposo, Massimilla — soggiunsi, per accarezzare la sua piccola anima tremante — io vi darei una casa ove il giorno entrasse a traverso lamine d'alabastro color di miele o vetri istoriati d'istorie sibilline; e vi farei servire da cameriste e da silenziarie, calzate di feltro e vestite di stoffe placide, che passerebbero dinnanzi a voi come grandi farfalle notturne; e certe stanze avrebbero pareti di cristallo guardanti su immensi aquarii, nascoste da cortine che la vostra mano potrebbe agevolmente aprire quante volte vi venisse il desiderio di viaggiare in sogno con gli occhi per una valle oceanica piena di vite ricche e strane; e intorno alla casa vorrei crearvi un giardino di alberi che prodigassero fiori e lacrimassero aromi, e popolarlo di animali leggiadri e miti come gazzelle, colombe, cigni, paoni. E quivi, in armonia con tutte le cose, voi vivreste per me solo. E io, ogni giorno, dopo aver appagato con qualche atto efficace il mio bisogno di predominio su gli uomini, verrei a respirare l'aria sublimata dal vostro silenzioso amore, verrei a vivere presso di voi la vita pura e profonda dei miei pensieri. E qualche volta io vi comunicherei una febbre veemente; e qualche volta io vi farei piangere un pianto inesplicabile; e qualche volta io vi farei morire e rivivere per essere ai vostri occhi più che un uomo.
S'apparecchiava ella intanto alla dipartita o s'indugiava attendendo con impazienza quel che per lei tuttavia era inatteso?
Come io saliva pel viale dei vecchi bossi ove prima erami apparsa Violante sotto il grande arco, ella m'uscì incontro quasi nel medesimo luogo sorridendo d'un sorriso nuovo.