Era una piccola eminenza prativa, constellata di anemoni, quieta, a cui alcuni tassi in forma di piramidi davano quasi un aspetto cimiteriale. Nel centro una cariatide, ripiegata in modo che il petto toccava quasi le ginocchia, sosteneva la lastra marmorea d'un orologio solare. E quivi, come presso una mensa, stavano due sedili per una coppia di amanti che guardando l'ombra dello gnomone volessero provare la voluttà malinconica di un lento e concorde perire. Ancora scorgevasi incisa nel marmo, sotto le linee orarie, la sentenza:

ME LVMEN, VOS VMBRA REGIT.

— Sediamoci qui — io dissi. — È un luogo delizioso per godere il sole d'aprile e per sentir fluire la vita.

Una lucertola verde ci guardava con i suoi piccoli occhi lucenti, ferma sul quadrante, senza timore, come un essere familiare. Quando ci sedemmo, disparve. Allora io posi le mani sul marmo, che era caldissimo.

— Quasi scotta. Sentite!

Massimilla vi pose anch'ella ambe le mani, bianche sul bianco; e ve le mantenne. Il punto d'ombra attingeva l'estremità dell'anulare, restando coperta dalla palma la cifra indicatrice dell'ora.

— Ecco che voi siete designata dallo stilo come l'ora della beatitudine — io le dissi perchè gustavo profondamente l'armonia della sua grazia in quell'atto e perchè così l'amavo.

Ella socchiuse gli occhi; e anche una volta la sua piccola anima tremò tra le sue ciglia come una lacrima, e io avrei potuto suggerla inclinandomi appena.

— La santa — soggiunsi toccando il libro — ha per voi nel flutto della sua prosa un verso divino, d'una soavità suprema, più soave di quelli che germinavano nella mente di Dante prima dell'esilio. “Stava quasi beata e dolorosa.„

Ella si sentiva circonfusa di luce e d'amore, come già forse ne' suoi sogni reconditi; e beveva dalla mia parola e dalla mia presenza e dalla sua illusione e dall'aperta primavera un'ebrezza il cui ricordo doveva forse riempire tutta la sua vita. Non parlava, immobile nell'atto in che io l'avevo lodata; ma io compresi le cose ineffabili che diceva il sangue eloquente nelle vene delle sue belle mani ignude.