“Lasciate ch'io l'ami finchè ella è di questo mondo!„ ripetevo alle sue sorelle, poichè mi sembrava di veder rilucere i loro occhi tristi a traverso la fronda dei tassi. “Lasciatemi cogliere questi anemoni e versarli su la sua chioma che sarà tonduta!„

Ella stava quasi beata, e la sua inconsapevolezza più m'inteneriva, perchè io l'amavo e le dicevo: “Io t'amo, ma a patto che domani tu muoia. Io ti do questa fiamma purchè tu la porti teco nel tuo sepolcro. Tale è la necessità che ci preme.„

Ella si scosse, e si passò le mani su la faccia; e mormorò:

— Questo sole dà lo stupore.

— Volete che andiamo? — le chiesi.

— No — rispose ella con un debole sorriso. — Secondo il vostro consiglio, io debbo saturarmi di sole. Restiamo ancora un poco qui. Dianzi, volevate leggere qualche pagina.

Ella appariva estenuata come se fosse a pena rinvenuta da un deliquio.

— Leggete, dunque! — pregò, spingendo il libro verso di me.

Io lo presi, lo apersi e lo sfogliai qua e là, scorrendo con gli occhi qualche linea. L'ombra fugace d'una rondine passò su la pagina; e udimmo da vicino il fremito delle ali.

— Che meraviglia fu per me — ella soggiunse — quando quel giorno voi mi ripeteste l'esortazione di Santa Caterina! Io era ancora tutta piena del suo spirito, e voi quasi indovino mi parlavate di lei....