— Ah! — fece ella senza dissimulare il suo rammarico per questa mia consapevolezza che pareva ferirla. — Oddo vi ha raccontato....

Ella si chiuse in un silenzio che io indovinavo quanto le fosse penoso. Fermai il remo per qualche istante; e il leggerissimo legno restò immobile tra quell'immenso candore di corolle vive.

— Lo amavate molto? — domandai alla taciturna, con una dolcezza che forse le ricordò i nostri primi colloquii.

— Come amo Oddo, come amo Antonello — rispose con un tremito nella voce, senza sollevare le palpebre.

Dopo un intervallo, le domandai:

— Entrate nel monastero per sacrificarvi alla sua memoria?

— No, non per questo. Sarebbe omai troppo tardi....

— Perché, dunque?

Ella non rispose. Ma io guardai le sue mani che si contraevano come per un bisogno di torcersi; e compresi tutta l'involontaria crudeltà della mia domanda inutile.

— È vero che siete risoluta a partire fra pochi giorni? — soggiunsi quasi timidamente.