—Ora sei libero, mi sembra. Ma che polso ineguale!

—Lasciami levare, Federico, che è tardi.

—Oggi, dopo mezzogiorno, vado al bosco d'Assòro. Se tu vuoi venire, faccio sellare per te Orlando. Ti ricordi tu del bosco? Peccato che Giuliana non stia bene! Altrimenti, condurremmo anche lei…. Vedrebbe le carbonare accese.

Quando nominava Giuliana, pareva che la sua voce divenisse più affettuosa, più dolce, quasi direi più fraterna. Oh, s'egli avesse saputo!

—Addio, Tullio. Vado a lavorare. Quando comincerai ad aiutarmi?

—Oggi stesso, domani, quando vorrai.

Egli si mise a ridere.

—Che ardore! Basta: ti vedrò alla prova. Addio, Tullio.

Ed uscì con quel suo passo alacre e franco, poiché lo sollecitava di continuo l'esortazione inscritta nel quadrante solare:—Hora est benefaciendi.

XIII.