—L'editore non ha ricevuto ancora il manoscritto della Turris eburnea?

—No, signore. L'annunzio fu dato; ma non esiste se non il titolo.

—Solo il titolo?

—Sì, signore. L'annunzio in fatti è stato soppresso.

—Grazie. Vi prego di mandarmi questi libri a casa, dentr'oggi.

Diedi il mio indirizzo e uscii.

Sul marciapiede ebbi una sensazione particolare di smarrimento. Mi pareva d'aver lasciato dietro di me un lembo di vita artificiale, fittizia, falsa. Quel che avevo fatto, quel che avevo detto, quel che avevo provato, e la figura dell'albino, e la sua voce, e il suo gesto: tutto mi pareva artificiale, assumeva l'inesistenza d'un sogno, il carattere d'una impressione avuta da una lettura recente, non dal contatto della realtà.

Montai in vettura; tornai a casa. La sensazione vaga si dissipò. Mi raccolsi per riflettere. Mi assicurai che tutto era reale, indubitabile. Si formarono facilmente dentro di me imagini dell'infermo a similitudine di quelle che mi dava il ricordo del povero Spinelli. Mi punse una nuova curiosità. "Se andassi a Napoli per vederlo?" E mi rappresentai lo spettacolo miserevole di quell'uomo intellettuale degradato dal morbo, balbuziente come un mentecatto. Non provavo più alcuna gioia. Ogni eccitazione d'odio era estinta. Una tristezza cupa mi piombò sopra.—La ruina di quell'uomo non influiva sul mio stato, non riparava alla mia ruina. Nulla era mutato in me, nella mia esistenza, nella previsione del mio avvenire.

E ripensai il titolo dell'annunziato libro di Filippo Arborio: Turris eburnea. I dubbii mi si affollarono nello spirito.—Si trattava d'un riscontro puramente casuale con l'appellativo della nota dedica? O lo scrittore aveva inteso creare un personaggio letterario a simiglianza di Giuliana Hermil, narrare la sua avventura recente?—E di nuovo la torturante interrogazione mi si ripresentò.—In che modo s'era svolta quell'avventura dal principio alla fine?

E riudii le parole gridate da Giuliana nella notte indimenticabile: "T'amo, t'ho amato sempre, sono stata sempre tua, sconto con quest'inferno un minuto di debolezza, intendi?, un minuto di debolezza…. È la verità. Non senti che è la verità?"