—Ah dottore—sospirò Giuliana—credevo di morire.
—Coraggio, coraggio!—fece il dottore, con la sua voce cordiale.—Senza paura. Tutto andrà bene.
E mi guardò.
—Credo—soggiunse sorridendo—che vostro marito stia peggio di voi.
E mi accennò la porta.
—Via, via. Non bisogna star qui.
Incontrai gli occhi inquieti, sbigottiti e pietosi di mia madre.
—Sì, Tullio; è meglio che tu vada—ella disse.—Federico t'aspetta.
Guardai Giuliana. Senza curarsi degli altri, ella mi guardava fissamente, con gli occhi lucidi, pieni d'un bagliore straordinario. Era in quello sguardo tutta l'intensione dell'anima disperata.
—Non mi moverò dalla stanza accanto—dichiarai con fermezza, seguitando a guardare Giuliana.