—No, no. Vuoi svegliarlo?
Quel cranio pareva composto d'una cera un po' ammollita dal calore, untuosa, nerigna; e pareva che il minimo tocco vi avrebbe lasciata una traccia. Mia madre lo ricoprì. Poi si chinò a baciare la fronte, con infinita delicatezza.
—Anch'io, nonna—pregò Maria.
—Ma piano, per carità!
La culla era troppo alta.
—Tirami su!—disse Maria a Federico.
Federico la sollevò nelle sue braccia; e io vidi la bella bocca rosea di mia figlia atteggiarsi al bacio prima di giungere a sfiorare quella fronte, e vidi i lunghi riccioli piovere su le fasce bianche.
Anche Federico depose il suo bacio. Poi mi guardò. Non sorrisi.
—E io? E io?
Era Natalia, che s'attaccava alla sponda della culla.