Ambedue stringemmo quelle mani infaticabili, santificate dalla semenza che spargevano, dal bene che avevano sparso. Il vecchio fece l'atto d'accompagnarci verso la callaia. Ma si soffermò, esitante. Disse:

—Vi chiedo una grazia.

—Parla, Giovanni.

Egli aprì il sacco che gli pendeva dal collo.

—Prendete un pugno di grano e gettatelo nel mio campo.

Io pel primo affondai la mano nel frumento, ne presi quanto potei, lo sparsi. Mio fratello m'imitò.

—Questo ora vi dico—soggiunse Giovanni di Scòrdio, con la voce commossa, guardando la terra seminata.—Dio voglia che il mio figlioccio sia buono come il pane che nascerà da questa semenza. Così sia.

XXXVIII.

La mattina dopo, la cerimonia del battesimo si compi senza festa, senza pompa, per riguardo allo stato di Giuliana. Il bambino fu portato nella cappella per la comunicazione interna. Mia madre, mio fratello, Maria, Natalia, miss Edith, la levatrice, la nutrice, il cavaliere Jemma andarono ad assistere. Io rimasi al capezzale dell'inferma.

Una grave sonnolenza la teneva. Il respiro le esciva affannato dalla bocca semiaperta, pallida come la più pallida delle rose fiorite all'ombra. L'ombra occupava l'alcova. Io pensavo, guardandola: "Dunque non la salverò? Avevo allontanata la morte; ed ecco, la morte ritorna. Certo, se non accade un mutamento repentino, ella morirà. Prima, quando riuscivo a tener lontano da lei Raimondo, quando riuscivo a darle qualche illusione e qualche oblio con la mia tenerezza, pareva ch'ella volesse guarire. Ma da che ella vede il figliuolo, da che è ricominciato il supplizio, va di giorno in giorno perdendosi, dissanguandosi peggio che se l'emorragia le continuasse. Io assisto alla sua agonia. Ella non mi ascolta più, non m'obedisce più, come prima. Da chi le verrà la morte? Da lui. Egli, egli l'ucciderà, sicuramente…." Un'onda di odio mi sorse dalle radici più profonde, mi parve affluire alle mani tutta con un impulso micidiale. Vidi il piccolo essere malefico che si gonfiava di latte, che prosperava in pace, senza alcun pericolo, circondato d'infinite cure. "Mia madre ama più lui che Giuliana! Mia madre si occupa più di lui che di questa povera morente! Ah, bisogna che io lo tolga di mezzo, ad ogni costo." E la visione del delitto già consumato mi balenò dentro: la visione del morticino in fasce, del piccolo cadavere innocuo su la bara. "Il battesimo è il suo viatico. E Giovanni lo regge su le sue braccia…."