Mio fratello, vedendo che il povero vecchio diserto si struggeva dal desiderio di baciare il bambino, lo incorò con un gesto. E allora quel grosso capo canuto si piegò su la culla piano piano, piano piano.

XLI.

Quando rimanemmo soli io e mia madre nella stanza, d'avanti alla culla dove Raimondo ancora dormiva col bacio in fronte, ella disse pietosa:

—Povero vecchio! Sai tu che viene quasi tutte le sere? Ma di nascosto. Me l'ha detto Pietro che l'ha veduto gironzare intorno alla casa. Il giorno del battesimo, volle che gli indicassero di fuori la finestra di questa stanza, forse per venire a guardarla…. Povero vecchio! Come mi fa pena!

Io ascoltavo il respiro di Raimondo. Non mi parve mutato. Il suo sonno era tranquillo.

Dissi:

—Dunque oggi ha tossito….

—Sì, Tullio, un poco. Ma non t'impensierire.

—Ha preso freddo, forse….

—Non mi par possibile che abbia preso freddo; con tante cautele!