—M'inganno.

Tacque. Appoggiai di nuovo il capo sul lembo. Dopo alcuni minuti ella mi disse all'improvviso:

—Tu lo vedi spesso.

Mi sollevai per guardarla, sbigottito.

—Per volontà tua vai a vederlo, vai a cercarlo—ella soggiunse.—Lo so. Anche oggi….

—E bene?

—Ho paura di questo, ho paura per te. Io ti conosco. Tu ti tormenti, tu vai là a tormentarti, vai a divorarti il cuore…. Io ti conosco. Ho paura, Tu non sei rassegnato, no, no; tu non puoi essere rassegnato. Non m'inganni, Tullio. Anche stasera, dianzi, tu sei stato là….

—Come lo sai?

—Lo so, lo sento.

Il sangue mi s'era ghiacciato.