—Beviamo dunque insieme, alla nostra felicità!

Urtammo i bicchieri ed io bevvi con foga; ma ella non bagnò né pure le labbra, come presa da una ripugnanza invincibile.

—E bene?

—Non posso, Tullio.

—Perché?

—Non posso. Non mi forzare. Credo che anche una goccia mi farebbe male.

Ella s'era coperta d'un pallore cadaverico.

—Ma tu ti senti male, Giuliana.

—Un poco, alziamoci. Andiamo sul balcone.

Cingendola sentii la viva mollezza del suo fianco, poiché nella mia assenza ella s'era liberata del busto. Le dissi: