Ascoltammo. Ella doveva essersi ingannata.

—Non è l'ora?—mi domandò.

—Sì, sono quasi le sei.

—Oh, mio Dio!

Ascoltammo di nuovo. Non si udiva alcuno strepito che annunziasse la carrozza.

—Ma è meglio che tu vada a vedere, Tullio.

Uscii dalla stanza: scesi le scale. Vacillavo un poco; avevo una nebbia su gli occhi; mi sembrava che un vapore mi s'involasse dal cervello. Per la piccola porta laterale del muro di cinta, chiamai Calisto che aveva la sua abitazione là presso. Lo interrogai.—La carrozza non si vedeva ancora.

Il vecchio avrebbe voluto trattenermi a discorrere.

—Sai, Calisto, che torneremo qui probabilmente domani, per rimanerci?—gli dissi.

Alzò le braccia verso il cielo, in segno d'allegrezza.