Maria.
Non sola, non cieca. Amo.
Virginio.
E che farà egli di te? Dianzi, qui, non era bruciato se non da una febbre, non era agitato se non da una frenesia: non pensava se non a partire, ad andar lontano, ad abbandonar tutto e tutti per la sua mèta certa.
Maria.
No, non gli credere. Non è vero. Tu non lo conosci. Era in una di quelle sue ore torbide, quando il fermento della sua forza lo rende quasi folle...
Virginio.
Ah, povera, povera! T'illudi. Nessuna follìa è più lucida della sua. «Nulla è vero; tutto è permesso.» Passerà sopra te, sopra me, sopra tutti. Siamo un ingombro che non vale una balla di carne secca caricata sopra un cammello.
Maria.
Tu l'offendi, tu lo sfiguri, lo abbassi; ed era il tuo amico più caro...