Sono pronta. Parla. Bisogna vivere? bisogna morire? Eccomi.

Ella alza il suo velo, come si solleva una benda di su una piaga irritata. Quando egli la guarda, qualcosa di lei si scompone e fluttua entro la fermezza dei lineamenti.

Corrado.

Bisogna esser forti, Maria. Ho scritto perché ho temuto di non aver la forza di dire...

Maria.

Vuoi ch'io sia forte? Sarò più forte del mondo e del destino, se tu esprimi questo voto pel mio amore. Ma non temere per te. Che tremenda forza è la tua se hai potuto fare quel che hai fatto!

Corrado.

Obbedisco alla mia necessità, a quella che non ti fu mai nascosta.

Maria.

Sì, è vero. E non t'ho amato e non ti amo anche per quella? Sono io che ti appartengo: tu non mi appartieni. È questo il patto. Lo so. Lo accetto. Ma è male che tu mi disconosca.