Corrado.

Non so, cara, non so se io sia più vicino alla morte o alla vittoria. Ma certo sento sopra di me l'ombra di un'ala; e, qualunque sia, basta alla mia ebrezza. Avevo sempre davanti agli occhi l'immensa duna oceanica e mi sembrava di leggere nelle corrosioni spaventose, chiara come in una lapide incisa, la mia profezia eroica. Ed ecco, è scomparsa. Tu sei forse la mia ultima terra lontana. Ho camminato dentro di te con una rapidità senza respiro, di vertice in vertice. Come potrà il mio piede andar più lungi della mia anima? Maria, Maria, tu sola comprendi. Tu sai che, se cerco la via ignota, la cerco per svelare me a me stesso. Superare il pericolo non mi vale se non a superar me stesso. I più grandi spazii io li percorro nell'invisibile, dentro di me. Toccare la sorgente o la foce segreta d'un fiume non mi vale se quella gioia non illumina nel mio spirito una cima più alta. Ora tu mi dài da respirare l'aria ch'io cerco. Tu acceleri il battito della mia vita come quel gran vento che amo, pieno di sabbia sollevata e di schiuma in lembi. Mi esalto in te come quando la volontà vinceva il dolore della carne bruta e faceva indietreggiare la morte. Tu susciti dal mio destino ancora un baleno, forse il più bello. Mi mostri in te l'altezza a cui ero nato, mentre il tuo stesso presentimento m'affonda nella notte...

Più e più ella gli si serra contro il petto come per dissolverglisi nel cuore.

Maria.

No, no, non era un presentimento; era un'ombra passeggera, una malinconia del tramonto, il malessere della stanchezza... Chi può abbattere la tua forza? La folgore soltanto. Di qual dio? A te, vivere e vincere; a me, vivere e attendere. Conserverò il mio amore fuor d'ogni vista, dove il suo battito non potrà essere udito. Se tu tornassi dopo anni e anni, dal fondo del più lontano mistero, mi ritroveresti quale mi lasci. Mi sembra che l'immobilità dell'anima nel fuoco di una sola attesa debba quasi arrestare il tempo, abolire il decadimento, serbare immutato anche il volto per il sorriso futuro. Sì, mi ritroveresti bella, forse più bella... Non vuoi ch'io viva?

Corrado.

Maria, Maria, chi ti dà questa voce? Chi parla in te? La tua vita trabocca. La morte è una, le sorti son mille.

Maria.

L'ho guardata, la morte. Lo vuoi sapere?

Come il divano è da presso ella vi si abbandona e Corrado con lei, senza separarsi.