Virginio, tu tremi dentro. Anch'io — è vero — ho l'angoscia dentro di me. Vivere non è soltanto soffrire ma è anche far soffrire.
Virginio.
Non potendo più essere il mio amico, sei tu divenuto il mio nemico?
Corrado.
Non dar peso a quel che ho detto. Qualche volta non so che mostro si generi in fondo a me: un groppo di vite discordi che lottano tra di loro per disgiungersi e per andarsene in disparte a divorare qualche cosa nel mondo o almeno a rovesciar qualche idolo... Non so. Perdonami.
Una pausa.
Questa è la tua casa. Quando io sono entrato, tu lavoravi in pace, al sicuro. Tu tiravi le tue linee. Tutto era semplice. La luce di quella finestra ti bastava. Queste quattro mura ti proteggevano.
Virginio.
Corrado, ti ricordi di quella stanza che avevamo in due, nelle vicinanze dell'Istituto Tecnico, a San Pietro in Vincoli, quando andavamo a scuola?
Corrado.