Sentendo crescere il peso dell'oscurità e dell'ambascia, Virginio tenta di ritrovare la sua fermezza.
Virginio.
Maria, Maria, non so più quel che accade, non comprendo più quello che dici. S'è fatta all'improvviso la notte; e mi sembra di esser ridiventato fanciullo, perché ho paura dei mostri imaginarii che abitano il buio, dei fantasmi che sono inafferrabili, e ci afferrano d'un tratto e ci puntano sul petto due ginocchia pesanti... Abbi pazienza un poco. Lascia che io mi ritrovi, che io mi accerti d'essere ancóra in piedi, qui, sul pavimento della mia stanza, fra le mie quattro mura... Eccomi dunque, sono qui. Cerchiamo di vedere, d'intendere. Tu hai dato un addio, hai parlato di un'ultima volta. Così parla chi sta per scomparire, chi sta per morire. Che hai voluto significare? Spiegami.
Maria.
Sì, qualche cosa di me sta per morire, anzi è morta.
Virginio.
Che cosa?
Maria.
Qualche cosa che tu avevi inalzata sopra la tua vita e che i tuoi compagni amavano in me a traverso il tuo cuore...
Virginio.