Ho dato il meglio di me, sempre, senza risparmio, credendo, sperando; ed ecco, mi ritrovo in mano una moneta falsa! Il mio amico più caro mi paga così; la creatura dell'anima mia mi compensa così. E allora?
Egli non attende la risposta se non dal suo proprio coraggio; cerca in sé stesso il suo proprio sostegno. Ma la confessata verità sembra afforzare la sorella in un dolore saldo e fiero. Ella prende già l'attitudine di chi ha qualcosa da difendere, sopra tutto e contro tutto.
Maria.
Lo sapevo, lo so: ti perdo, mi perdi. Tutto si sconvolge, a un tratto. Tu mi ritogli in un attimo quel che m'avevi dato in dieci anni generosi. Mi disconosci...
Virginio.
Oh no.
Maria.
M'hai già trasmutata dentro di te; ho già un altro viso, un altro soffio: sono una piccola cosa vile.
Virginio.
Oh no. Vedi: non so indignarmi. E se vacillo sotto la massa di tristezza che m'è piombata addosso, e se qualche parola vana esce dal mio smarrimento, perdonami. Tu sei forse più infelice di me.