Tamiri, nipote d’Apollo, ingentilisce Odrisa e la Tracia colla musica; come la impiega Taléte a Mileto.
Non è strana quest’arte al severo Licurgo, che sente ed ammira le prime regole date da Tepandro alla lira.
Lasso d’Ermione fu il primo a scrivere norme musicali ai tempi di Dario Istaspe.
Jagnide frigio, padre di Marsia, primo a cantare inni agli Dei.
Filoxene introduce canti effeminati e molli, colle sue Niglarie, onde Aristofane lo riprende.
Epigonio e Simmico dilatano il poter delle corde in concerto col canto.
Diodoro v’aggiunge e perfeziona la fistula.
Ippaso di Metaponte, Teone di Smirne, Corebo figlio d’Ati re di Lidia, Licaone di Samo, Teofastro di Pierio, Istieo di Colofone, introdussero i musici a interessanti ricerche.
A Frinni, a Epigonio, a Lisandro, devesi considerabile perfezionamento dell’arte.
S’attribuiscono sistemi antichi sui rapporti degl’intervalli armonici a Didimo e a Tolomeo, dei quali Boezio trae il tetracordo, o Lira di Mercurio.