Su quei dettati e sulle pratiche apprese nelle venete cantorìe, Costanzo Porta (Vedi pag. 103-143), progredì alla riforma della scuola lombarda, ond’egli ne fu poi detto anche il fondatore.

Ma veramente dal Gafori e dal Marchetto patavino si possono classificare i primi trattati ed opere della letteratura dell’arte.

Aaron Pier-Francesco, che avea scritto Della Musica, Venezia 1523, aggiunge un Trattato sui tuoni del Canto figurato, 1525, migliorando le Cleonide Armonie, nel 1497, pure in Venezia comparse.

Analogo libro pubblica in Verona nel 1529 Rossetto Blasio, dotto maestro; e nuovi trattati a Venezia Lodovico Foliano nell’anno stesso; e Stefano Vanneo in Roma nel 1533.

Per questi nuovi sistemi, imitati e progrediti ben presto in tutte le altre città, crollarono con altrettanta prontezza quelle mostruose usanze che non trovando altro campo da esercitarsi colle nuove esperienze dell’arte, s’erano riparate presso le primitive scuole chiesastiche, e ne aveano recata la corruzione. Le rappresentazioni melodrammatiche eseguite in apposite pubbliche sale, liberarono la chiesa dalli sconci spettacoli medioevali, in cui, cherici mascherati sceneggiavano cantando le Lodi delle Passioni. Caddero le congreghe enigmatiche de’ musicisti Belga, che furono anche dette, scuole di calcolo geometrico, e di gergo diabolico, le quali sorrette più ch’altro dalla altrui cupidigia di novità, erano state fortunate fino allora di seminare sventura e corruzione nel bel linguaggio degl’angioli. Cominciò Marcello II escludere un tale genere di profanatori dal tempio; e i nuovi canti della Messa che porta il suo nome, mercè la stella subito comparsa del Palestrina, arrestarono tutti quelli che per la prima volta erano venuti ad usurpare l’onore della pubblicazione per le stampe[177], eclissando d’un sol tratto la fama dei Villaercht, degli Arkadelt, dei Morales, e del medesimo Goudimel.

Alla prima scossa italiana dagli stranieri sistemi de’ canti, benchè lenta anche questa e combattuta, auspice pure di più ampia liberazione, successe analoga riforma presso ad altra nazione, relegata sempre però nel bujo e nel complicato di sua natura.

Sui primordj del 1500, la purezza del sentimento combatte colla passione religiosa e la loro espressione s’informa nuovamente in Germania colle norme di Martin Lutero e colle sue riforme ai corali di Erfurt e di Wittemberg, delle quali i Meistersinger eressero quei rigorosi codici della Tabulatura, che marcano quasi un’epoca di schiavitù al canto alemanno, e in cui si successero rozzi ministri rivolti per altro a conservar la grandezza delle antiche espressioni.

Qui vedemmo Polz, Rossemblüt, Walter, ed altri.

E la Spagna inquisitoriale non meno severamente, nei metodi di quel tempo s’attenne al Labyrintho di Giov. Mena per quei canti che ad una regola dovevano ufficialmente assoggettarsi.

Più dotto e più libero nella Svizzera Enrico Lorit detto Glareanus, perchè nato a Glaris nel 1488, celebre pei suoi talenti musicali e per l’amicizia di Erasmo e de’ più reputati sapienti del suo tempo, mostrasi seguace di Guido.