Mille prodigj narransi per la potenza del suo canto; di mille omaggi cittadini e stranieri lo fanno le storie rivestito: a noi basta citarlo come fautore della bella scuola del canto.
Dopo la morte di Filippo V, benchè richiesto anche da Ferdinando VI, si ritirò a Bologna, ove cessò di vivere il 15 luglio del 1782[202].
Imitatore distinto di questi illustri italiani, fu Gilles Giovanni di Tascona (Provenza), che a un bell’ingegno accoppiava grandi virtù, e che in Francia avrebbe assai giovato al perfezionamento del canto se in giovane età la morte non l’avesse rapito.
Cominciò corista col Campra nella metropolitana d’Aix, ove dirigeva la cappella l’ab. Guglielmo Poitevin. Studiando sulla propria voce, e sui nuovi modi dei famigerati artisti italiani, propose i suoi metodi al vescovo di Rieux, che lo inviò alla cappella di san Stefano di Tolosa. Nel frattempo questo posto era stato assegnato al Farinelli, il quale però nobilmente lo cesse al suo concorrente, sforzandolo d’accettare una dimissione che li onorò entrambi egualmente.
Da alcune opere del Gilles lasciate alla cappella che dirigeva in Tolosa, ove morì nel 1705, appariscono i suoi buoni studj e le riforme.
Così Karsten, primo cantante nel real teatro di Stoccolma, divenuto segretario del Re Gustavo III; Karsten reso celebre alla Svezia, come i nipoti per le arti sorelle all’Italia ed Europa[203].
Adolfati Andrea di Venezia, allievo del Galuppi, provò una nuova misura di tempo, insegnò il bel canto, lo espresse nelle sue opere, fino al 1750, in cui morì egli pure a 40 anni.
Suo concittadino e contemporaneo, fu un cantore dilettante, allievo di Bissi, e di Lotti, certo Alberti Domenico, non indegno emulo di Farinelli. E da questa scuola, Conservatorio dell’Ospedaletto da noi a suo luogo accennato, ricomparve pure intorno a quell’epoca una Gabrielli Francesca ferrarese detta la Gabriellina, che di quella istituzione lasciò prove non isfuggite alla storia (1770); nè i musici Scotto ed i Zanetti, erano quivi ancora dimenticati.
Fiorì in pari tempo pure in Venezia un Tommaso Albinoni egregio cantore e maestro, la cui scuola giovò alla Affabili per diffondere anche in Germania (1725) il metodo risorto nel canto.
Tosi, cantante nel 1723, non si limitò ad eseguire, ma ricercò e raccolse appassionatamente le migliori Opinioni di cantori antichi e moderni, facendone a sè e ad altri tesoro.