Peri ci tramandò i nomi dei poveri cantanti che interpretarono la sua opera mitologica.
Nella Dafne, la parte di donna fu sostenuta da un fanciullo di Lucca.
E solo dopo oltre mezzo secolo fu conosciuta e apprezzata in Francia la nuova composizione, quando appunto il card. Mazzarino dopo avere assaggiato, come da noi sopra fu detto, le rappresentazioni liriche italiane dello Strozzi, qui ormai antiquate, rinnovò l’invito a’ cantori fiorentini nel 1647 per dare alla Corte l’Euridice; e stipendiò una terza compagnia per le feste nuziali di Luigi XIV.
[110]. Provvedimento de’ Fabbriceri del 1.º dicembre 1547. Archivio Petroniano.
[111]. Il Monteverde, ordinato anche prete in Venezia poco prima di sua morte, ebbe elogiaste speciale Matteo Coburlotti.
[112]. La partitura di quest’opera giace nella biblioteca di Parigi, depostavi l’anno 1695 da Fossard ordinatore della musica del Re.
Cavalli moriva nel 14 gennajo 1676.
[113]. Il celebre compositore Carlo Pollarolo, morto nel 1722, lasciava il figlio Antonio non meno capace, ma fatalmente dedito al vino, onde per questo e per la sua corporatura ebbe il sopranome di Caratello, che in veneto dialetto significa piccola botte, morì miserabile nel 1762.
[114]. Tale fenomeno dicesi vedersi oggi rinnovato in una giovane, basso profondo, pervenuta da oltre mare a Parigi.
[115]. Baini, Vita di P. da Palestrina.