Confermò, che se Platone, sommo ammiratore delle militari virtù, consigliava si educasse il soldato alla musica — la quale il rende umano, ne esalta il cuore a sentimenti magnanimi, e lo infiamma alla pugna — giova che i nostri soldati imparino a cantare le forti imprese degli eroi e le generose azioni dei benefattori della umanità; e tornati alle loro famiglie, al villaggio nativo, facciansi propagatori di quelle canzoni, con molto profitto del sentimento nazionale, della sua morale, e dell’educazione del popolo[94].
Gli storici e i filosofi della musica constatarono che da quando le forme sensuali della musica teatrale sostituirono quelle della musica popolare, da camera e da chiesa, la bellissima fra l’arti belle cessò istantaneamente e completamente di concorrere colla sua potente efficacia alla parte educativa dell’uomo. — Perciò, quanto grande fu il bisogno di ristabilire il canto corale sull’antico e glorioso suo seggio, non v’ha chi nol veda; presso i popoli specialmente oltramontani è tenuto in altissimo onore.
Il prof. Giovanni Varisco accarezzò l’idea di fondare nelle principali città d’Italia Scuole normali musicali, le quali fornirebbero alle città minori abili docenti, e così fra non lungo tempo, sulle labbra del nostro popolo risuonerebbero non più canti sibaritici, bensì i solenni accenti ispirati da Dio, dalla Patria, e dalla Famiglia. — A facilitare l’istituzione di tali scuole, si dovrebbero annettere alle normali, letterarie, ecc. sì maschili che femminili. Il corso normale musicale potrebbe durare due anni, per un insegnamento inferiore, e per uno superiore. Di qui si avrebbero abili insegnanti di canto corale. E tale sarebbe il programma dell’egregio Varisco.
«Perfezionamento nello studio del canto corale. — Studj speciali di accompagnamento. — Conferenze allo scopo di mostrare praticamente il metodo più facile, più breve e in pari tempo più proficuo da tenersi nell’istruzione della musica popolare. — Nozioni di storia e di biografie musicali a partire dall’XI secolo, cioè da Guido monaco di Arezzo, inventore dei monosillabi musicali, giungendo sino ai più celebri musicisti dei nostri tempi. — Nozioni elementari di estetica musicale, che serve d’ampio corredo tanto agli studj musicali che ai letterarj. — Esecuzione di componimenti a diverse parti vocali.» Il nuovo edificio apporterebbe sensibili vantaggi all’arte ed alla civiltà. Gioverebbe a quella, iniziando ad una buona educazione gli eletti, e discoprendo più facilmente i tesori vocali che rimangono ignorati, se non si perdono nelle pratiche oscene de’ trivj e delle taverne, mentre alle scene sembrano divenire sempre più rari e più impreziosiscono quelli già manifesti. Concorrerebbe poi a ricondurre il popolo alla semplicità ed alla letizia degli abbandonati costumi, che invidiando guardiamo adesso fra le genti in apparenza più rozze ed in realtà più vergini e più felici.
I rapporti consolari delle regioni più remote dal superbo centro d’Europa ci ridestano all’ammirazione, ed invogliano noi sazj di magnifici canti a sentire l’umile solfeggio delle Scuole scandinave e de’ Seminari d’uomini e donne (o scuole normali), che in fra i precetti d’insegnamento hanno il Cantare Salmi in chiesa ove le facoltà naturali il permettano[95], e l’inneggiare all’accompagnamento de’ funeri, o al ritorno dalle pratiche religiose o dagli esercizj guerreschi per la fede di patria.
Il prof. E. Boucheron, che tiene la sede dei Gabuzj e dei Pellegrini alla metropolitana cappella lombarda, autore dell’accennato Corso completo di canto, e che non ha guari dettava un libro intitolato la Filosofia della Musica, solerte anch’egli alla civilizzatrice bisogna, lodò per le stampe[96] la proposta del Varisco d’un corso di perfezionamento nel canto per gli allievi ed allieve delle scuole normali; «persuaso che non si ritrarrà alcun pratico vantaggio dall’insegnamento del canto introdotto nelle scuole elementari finchè non venga affidato a persone di provata capacità.»
Egli pensa però che tale progetto non si possa attuare per le scuole suddette, se non a condizione d’un personale speciale, come è stabilito per la calligrafia, il disegno, e lavori d’ago. Mostra infatti la circostanza delle numerose materie da insegnare in dette scuole; e l’inconveniente per cui gli allievi e le allieve aspiranti al magistero, compiuti gli studj delle principali materie e ottenuta la patente d’idoneità, costretti sarebbero a impiegare altri due anni per abilitarsi nel ramo aggiunto.
«Ammesso invece il sistema dei docenti speciali, cessa il bisogno di prolungare il corso normale: il professore di canto sceglie nel primo anno gli allievi o allieve dotati di migliore disposizione, e su questi rivolge principalmente le sue cure, bastando che gli altri possano coadjuvare i primi; questi docenti speciali poi avranno un particolare interesse a ben istruire le loro classi, per poco si sappia eccitarne l’emulazione nell’atto stesso di sorvegliarne l’operato.»
Ottimo consiglio la cura de’ maestri e delle elementari scuole, più urgente dei trattamenti ai signori de’ conservatorj.
Che vale lo specioso titolo di professore ch’oggi ciascun s’arroga?...