2. Giudica un peu froide la preghiera del Batista, e vorrebbe che S. Giovanni avesse numerate ad una ad una le belle imprese fatte da' Cavalieri e da farsi.—Forse è vero che la preghiera è un po' fredda; ma doveva egli il Batista ricordare a Dio i meriti della milizia di Rodi? Forse che Dio ha bisogno di sapere le cose per le parole de' Santi?

3. Alla preghiera del Precursore Dio si mosse a pietà. Quì nota il Critico: «il faloit que le perdon fui ou devancé, ou suivi de repantance et de quelque grande penitance faitte par eux.» Ma è cosa verisimile che il Poeta volesse dimostrare quanto sia efficace presso Dio la intercessione del Batista.

4. L'Angelo rimproverando Amedeo, che stava in ozio, così gli dice:

Ma qual poscia in Italia, almo paese, Fia sculto marmo a le tue chiare imprese?

Spiace al Critico, che il Poeta ristringa la gloria d'Amedeo «toutte en Italie, qui est, ce me semble, une bien petite partie de la terre.» Credo che il Chiabrera, sempre intento ne' suoi versi alla gloria d'Italia, volesse far comprendere che ad un Principe che possedeva già una bella parte del nostro paese, doveva star a cuore d'esservi specialmente onorato.

5. L'Angelo nel suo primo favellare ad Amedeo, ha tutte le apparenze d'un uomo; e nondimeno il Duca gli dice:

Vivi mortale, od immortal….? Se m'appari celeste, ecco io t'adoro.

Quì starei con l'Urfé, e mei perdoni il Poeta.

6. «Les Turcs se razent tous la teste, et ne portent jamais cheveux.» Dunque errò il Poeta e in questo canto 1.º e ne' seguenti, dando capigliatura ai Turchi.

7. Facendosi a descrivere l'esercito de' Turchi invoca la Musa; di che si sdegna l'Urfé, quasi che il poeta volesse immortaliser les Turcs.—Non merita risposta.