XII

L'alto AMEDEO, nel cui valor ti fidi, Ben contra Turchi, egli dicea, fu franco; Ei caccionne gran turba inverso i lidi, Le lor vestigia a seguitar non stanco; Vidi, che 'n fuga ei li disperse e vidi Che su l'arena gli trafisse, ed anco Ch'ei si spinse nel mar, folle consiglio, Che con immenso ardir sempre è periglio.

XIII

Addosso i vinti, che ne gian dolenti Verso le navi, ei per lo mar trascorse; Ed ecco, che di nubi e che di venti Grave tempesta e subitana sorse; Così tremendo a le nemiche genti Violenza d'un turbine l'absorse, Ed a voi senza lui fragil speranza Per la vittoria e per lo scampo avanza.

XIV

Senza l'invitta spada in van tu studi Contrasto far ne la tenzon sì dura, Percossi, infievoliti a casi crudi Ci condurrà questa giornata oscura; Suona le trombe, e, se ti par, rinchiudi Queste poche reliquie entro le mura; O salva te, ne la cui gran virtute Rodi confida, e può sperar salute.

XV

Così mentiva; e non aggiunge a queste Altra parola, e si coprì d'orrore; E per farsi stimar cosa celeste, Sparse sul suo sparir l'aura d'ardore. Turbossi Folco; e ne le ciglia meste I pensier gravi si leggean del core, Piangendo il popol suo quasi disperso, E l'alto pregio d'AMEDEO sommerso.

XVI

Non sa che far de le seguaci schiere, Se 'n campo dimorar, se dipartire; In campo dimorar, certo è cadere; Partirsi, fia con morte anco fuggire; Se chi parlò, de le superne sfere Apparve messaggier, non può mentire; Ma come nel suo dir fian mentitori Tanti, che d'AMEDEO disser gli onori?