Mentre in lor si raccende alto valore, Ecco AMEDEO cinto di lampi ardenti, Pronto al soccorso; ed eccitando il core Innalza grido di temuti accenti; L'Angel custode ad avanzar terrore Più grande intorno fe' portarlo ai venti, Nè sì tosto per l'aria inteso l'ebbe, Che l'Angelo di Rodi anch'ei l'accrebbe.
II
Quinci il campo cristian sforza la mano A vibrare armi, e con gli spirti avviva Ardir per entro i cor; ma d'Ottomano Tremò la turba, che 'l rimbombo udiva; E mugghio d'ira fe' volar lontano Megera e seco Aletto anco muggiva, E forsennando ne le rabbie eterne Seco muggian le legioni inferne.
III
Sì fra i tuoni del ciel, fra le terrene Voci, fra gli urli de i Demon frementi Onde le selve intorno, onde l'arene, Onde i monti tremar, l'arme possenti AMEDEO move, e non men fier sen viene Che quando assorda al suo cader le genti Precipitato da l'orribil sponda L'Etiopo mar, che poi l'Egitto inonda.
IV
Nè mai rifulse nel trascorso assalto L'elmo cotanto incontro a i guardi avversi, Sì chiari lampi da l'etereo smalto, Pur ch'ei lo scota, se ne van dispersi, E l'almo brando, s'ei lo vibra in alto, Rassembra i rai ne l'Ocean ben tersi Pur d'Orione, e per lo cielo oscuro Men che lo scudo suo risplende Arturo.
V
Qual, se grembo di nubi umido ombroso Squarciasi a forza di rinchiusi ardori Corrono in prima per lo ciel nemboso, Ma senza danno altrui, tuoni e fulgori; Poi fulminando, l'Apennin selvoso Mira tronchi fumar, cader pastori, E dispersi atterrarsi armenti e gregge, Ed arse rupi dissiparsi in schegge: