Visto ho nemici in su la patria riva, E d'altrui man nostri tesor fur prede, Spenti i parenti e de lo scettro priva, D'altro non fui che di miserie erede; Poscia per Ottoman, ben che captiva, Altra volta fui posta in regia sede; Cotanto, o stelle, m'innalzaste, e solo Per crescer più de' precipizii il duolo.

LVIII

Ah crudeltà, col Ciel forse contesi? Trassi gli altar con empie fiamme a terra? O rubella del padre il ferro presi? O pur contra la patria io mossi in guerra? Deh spengansi del sol le fiamme accese, Caschino l'alte stelle omai sotterra, E travolgasi il mondo in forma nova, Poi ch'innocente cor pietà non trova.

LIX

Ma se 'l tenore è del mio mal sì forte Ch'io non deggia aspettar, salvo tormenti, Con franchezza di cor cerchiam la morte, Sol refugio de' mesti e de' dolenti; Tra queste amare voci apre le porte A caldi pianti, ed a sospiri ardenti, Straccia le chiome, e a gran furor percote Pur con ambe le palme ambe le gote.

FINE DEL CANTO XXI.

ANNOTAZIONI

AL CANTO XXI.

«Nel XXI. Amedeo uccide Ottomano; et Amedeo ferito si medica. Sultana piange sopra Ottomano.» Così l'argomento postovi dal Poeta.

Il Cav. d'Urfè trova molto da censurare in questo canto. Comincia con osservare che l'Autore «il fait combattre Amedee et Ottoman sans dire commant cela pouvoit estre, parceque de croire, qu'Ottoman soit veu (vu) combattre et mal traitté, et que les siens ne le secourent point il n'est pas vraysamblable, d'autant que ce n'estoit pas un combat assigné ny fait avec les assurances d'un coté et d'autre.» E vuol dire che l'incontro di Amedeo con Ottomano non essendo un combattimento singolare concertato secondo le regole invariabili dell'antica cavalleria, per le quali niuno poteva recare soccorso a' combattenti, è perciò cosa incredibile che i Turchi veggendo il duce loro in pericolo non si movessero a dargli soccorso. Ma si potrebbe dire in contrario, che sebbene i due campioni non avessero assegnato nè il giorno nè il luogo alla pugna, vero è non pertanto, che il dirizzarsi dell'uno contro dell'altro, lasciando qualunque altra cura degli eserciti, veniva a costituire ipso facto una singolar tenzone, in cui altri non si poteva introdurre senza disonorare se medesimo ed i campioni. E per tal motivo panni al tutto fuor di proposito il suggerimento del critico: «c'est pourquoy je pense qu'il ent esté fort a propos de faire que la foule de Turcs voulant secourir Ottoman les separe mais trop tard pour Ottoman qui meurt incontinant apres des grands coups receus.»