Quantunque le osservazioni critiche dell'Urfè sul canto XXI sieno assai deboli prese partitamente, tuttavia nel complesso non sono d'aversi a vile; e concorro di buon grado con esso lui a giudicare poco avvedutamente introdotto l'episodio delle bilance nella mano di Dio, trattandosi di cristiani e d'infedeli, e di guerra apertamente ingiusta dalla parte de' Maomettani.

L'ultima censura cade sull'arte militare; ed in questa, come si è detto più volte, il Chiabrera mancava di teoria e di pratica: «Il fait que les Chrestiens se retirent apres ce combat d'Ottoman dans Rhodes, sans dire commant les deux armees se separent, et tout aynsi que si c'estoit une chose fort aysee et de nulle importance.

N. B. Nella st. 29 si legge: ma che da Rodi ecc. può stare così; ma forse piacerebbe meglio; nè che da Rodi ecc.

La st. 58 è difettosa nelle rime, così nell'ediz. in 4.º, come nell'Amedeida minore (X. 37): si poteva emendare:

«Trassi gli altar con empie forze a terra?. . . . . . . . . . . . . . Deh spengansi del sole i raggi accesi.»

ma nulla si vuol mutare senza l'autorità de' testi antichi.

CANTO XXII.

ARGOMENTO.

De' Saracin gli avanzi insiem raccolti Tengon fra loro l'ultimo consiglio; Sorte contraria fa che ognuno ascolti, Ed apra gli occhi sul comun periglio; Onde da Rodi a dipartir son volti, Ed a pigliarne volontario esiglio. Per Ottoman scioglie ai lamenti il freno Sultana, e beve poi letal veneno.

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