Sì colmo Araspe di soverchio ardire Porgea consiglio e su la guancia sparto Egli avea fiamme; indi secondo a dire Con tranquillo parlar sorse Giassarte: Se di mortal guerriero orgogli ed ire, E di battaglie esperienza ed arte Ne chiudesse a vittoria oggi la strada, Io vorrei l'asta ed adoprar la spada.

VII

Non son nuovo agli assalti, in guerra il pelo Fatto ho canuto; io mille volte i lidi Visti ho sanguigni, ed or venir di gelo Le squadre, or franche sollevare i gridi, Ma non pertanto contrastar col cielo Ardimento mortal non mai m'affidi, Nè sia coraggio d'uom che mi sospinga Sì che contra il gran Dio la spada io stringa.

VIII

Non prezzo i Cavalier ch'entro si serra Rodi, non prezzo d'AMEDEO le prove, Prezzo che s'AMEDEO si move in guerra, A suo prò l'universo anco si move: Non rimirate voi scoter la terra? Che mugghia il mar, che 'l ciel grandina e piove? Che con terribil suon fulmini avventa? E che sparso di fiamme altrui sgomenta?

IX

Per lunga fama ed approvata intendo, Che l'uomo saggio il suo poter misura; S'altramente vi sembra, io non contendo; Il morire al mio cor non fa paura. Di costoro al parlar va trascorrendo Un mormorio, ma picciol tempo dura, Che Bostange la destra innanzi stese, E fe' silenzio ed a sì dire ei prese:

X

Amici, in campo la battaglia alterna Vittorie e danni; de le guerre i fini Non son certi giammai; s'altri governa Il suo consiglio co' voler divini È fuor di biasmo; che la destra eterna A la vita mortal ferma i confini, Nè ci ha giudicio su' giudicii suoi; Ed oggi, amici, ella è contraria a noi.

XI