Narra Sangario a la Reina afflitta, Dopo scongiuro abbominato e forte, Che se non cade vergine trafitta, Fiera minaccia ad Ottoman la sorte. Odelo Irene, e come altier le ditta Desio di bella gloria, offresi a morte; Quindi s'uccide, e in formidabil guisa Piange il Soldan su la donzella ancisa.

Arg. del canto VIII:

Fassi atroce battaglia: ivi sì fiera La spada aggira il Cavalier Sovrano, Che tenta l'implacabile Megera Sottrarre i Turchi al di lui braccio invano. Ma quando svena più l'alma guerriera In mezzo a' flutti dello stuol pagano, Move l'inferno atra procella, e forse Colà cadea, ma il cielo a lui soccorse.

Arg. del canto IX:

Tre fiate Ottoman con man ferrata Di fulgid'asta il corridor sospinge, E tre di Rodian falange armata D'Acutissimo ferro il risospinge. Quivi Aletto di rabbia arsa, infocata, Pure al soccorso d'Ottoman s'accinge; I metalli sì folti ella dirada, Et egli corse et occupò la strada.

Arg. del canto X:

Geme l'inferno, e miserabil more Sull'estinto Ottoman l'egra Sultana; E il gran Batista in sul notturno orrore Scende al Guerrier che vinse in guerra, e il sana Partono i Traci alfin da Rodi, e l'ore Trovano amiche, e chiara è l'onda e piana; Ma sorge verno, e dissipate e rotte Il tempestoso Egeo le navi inghiotte.

FINE.

V.
PAOLO AMEDEO GIOVANELLI

Prev. a S. Don. Rev. Arc.