XIII

Così diceva; ed al fervor dei detti, Ed a' sembianti altier, con che gli espose, D'insolito ardimento empieva i petti, E le donne, ch'udian, fea coraggiose, E già vedeansi sfavillar gli aspetti, E già moveansi i piè; quando s'oppose La canuta Nicandra a quei pensieri, Disconsigliando a donne atti guerrieri.

XIV

Costei Massa lasciò, lasciò Carrara, E venne pronta ne la Rodia terra Presso il figlio Eritreo, di cui ben chiara Fama trascorse o fosse in pace, o 'n guerra. Visse ei così, ch'a farsi eterno impara, S'altri l'imita; al fin sen gìo sotterra, Lasciando a' Malaspini alme ghirlande, Progenie sua, che a Val di Macra è grande.

XV

Ella quì prese a favellar; che dica Voce di fama, e se a guerrier furore Manifestasse a la stagione antica La destra femminil tanto valore, Prender non vuò di esaminar fatica; Ma ben pensando mi ritorna in core, Che la fama quaggiù spesso è verace, E che spesso mentendo anco non tace.

XVII

Vago pensier di seminar diletti, E d'adescare il popolare ingegno, Di leggiadre menzogne adombra i detti, E della verità trapassa il segno. Ma se il molle candor de i nostri petti, Se nostra fievolezza a guardar vegno, Se 'l mansueto cor, per certo parmi, Che vanamente ci voltiamo a l'armi.

XVIII

Candide mani a bei ricami usate Vibreran ferro? e da le tele ordite Trapasserem contra le schiere armate? Ah? che sarem soverchiamente ardite. Nè se a risco mortal fien rimirate Da' nostri cavalier le nostre vite, Fia di sdegno maggior loro alma accesa, Nè più feroce ne la ria contesa.