Tra le doti egregie dell'animo del Chiabrera, non è ultima quella di uno sviscerato amore per la gloria dalla nazione italiana. Guidato da sì nobile sentimento volle fingere che all'assedio di Rodi si trovassero molti cavalieri italiani; dando loro i cognomi o di qualche famiglia per feudi e per guerrieri famosa, come Doria, Orsini e Baglioni; o per sommi letterati illustre, siccome Fracastoro e Castiglioni. L'amor di patria fecegli introdurre nel poema un Riario savonese. L'amicizia gli dettò d'innestarvi un Corsi fiorentino ed uno Sperone, padovano: per altre città scelse a piacere tra' cognomi più nobili; per es, in Asti i Rovèro, in Ancona i Ferretti. Vero è che non tutte queste case erano egualmente famose a' tempi di Amedeo; ma un poema non è un albero genealogico.
«Le discours de Codre et de son compagnon, qui parlent si longuement entre eux quand ils rencontrent leur maistre en terre est bien superflu, car encores que il eust esté mort, tousiours estoit ( sic ) ce bien fait d'emporter le corps de leur maistre pour l'enterrer: a quoy donq'tant de propos se demandant s'il est en vie et s'ils l'emporteront?»
Nell'Amedeide, qual va stampata, tutto il lungo discorso di Codro e del compagno è ristretto in meno di cinque versi (V. 50):
In tale stato duo scudier l'han scorto, Ismeno e Codro; e favellava Ismeno: Codro, che direm noi? del tutto è morto, O la grand'alma anco raccoglie in seno? E Codro: ecco ei respira; abbia conforto, A lui medica man non venga meno: Fia forse alla sua vita alcun riparo. E sulle braccia il grave peso alzaro.»
Ma forse nel MS. presentato dal Poeta al Duca il dialogo degli scudieri sarà stato più diffuso.
Varianti del canto V, che nella minore è il quarto.
Mancano alla minore le stanze 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, e 18; perciocchè dall'ultimo verso della st. 8.
Sangue di Febo e de le muse amico,
si trapassa alla st. che comincia,
Quinci ben pronto agli ultimi soccorsi,