— Come? — domandò Luigi con uno stupore che sentiva d’atterrimento.

— Cioè — soggiunse sorridendo la Maria — l’uomo cui attribuiva questa leggiadra prerogativa l’astrologa. Vi ricordate bene il racconto che vi ho fatto ier sera?

— Proseguite! proseguite! — disse Luigi con una voce che potea credersi fatta tremante dalla sola idea di disturbi, qualunque ne fosse la natura, sofferti dall’arbitra del suo cuore.

— Ma il mal occhio — continuava tuttavia sorridente la Maria — quel poveretto non lo ha fatto a noi che abbiamo saldato il tutto con un po’ di timore. Glielo hanno piuttosto fatto i suoi persecutori dai quali si è campato a stento rifuggendosi in casa mia mal concio dalle ferite ed in uno stato che bisognava non aver cuore per non sentirne pietà.

— Non comprendo — diceva Luigi pallido in volto e con una confusione che continuava ad apparire bastantemente giustificata dalla spiacevole stranezza del caso in cui la Maria si era trovata — non comprendo...... perchè nessuno mi ha detto che gli aggressori si fossero vôlti da questa banda...

— Ma non vi parlo d’aggressori; l’uomo rifuggitosi qui lo avrei detto piuttosto assalito che assalitore — la Maria soggiugneva.

— Per dir la verità poteva essere più la seconda cosa che la prima; era carico d’armi!

— Se non gli ho veduto altr’arma che un moschetto! ma cara Concezione!....

— Per altra parte io non ho dato ordini.... forse uno de’ miei aiutanti.... — susurrava a fior di labbro Luigi.

Tra le interruzioni che non potea starsi dall’intromettere Luigi, il quale si mostrava affannato forse più che le narratrici nol fossero, e tra quelle che per forza del suo carattere andava introducendo la Concezione, fu terminato dalla Maria più placida in aspetto degli altri il racconto dell’avvenimento di cui siamo stati or or testimoni.