Luigi allora rimase sì tacito, sì sopra pensieri che giustificò questa inchiesta della Maria:
— Ma dove sei or con la mente, Luigi? Io di questo fatto omai non me ne ricordo più. Tu dovresti esser contento poichè vedi che non me ne è venuto alcun danno. Perchè non ripigli quella giocondità che mostravi appena giunto?
— Mia cara, puoi immaginarti s’io non goda al vedere che non ti è occorso nulla di sinistro, s’io non ammiri la tua intrepidezza; ma il sapere che questa è stata posta a tal prova... poi.... tu lo vedi, il grado che occupo nelle milizie non mi permette di starmi dal far ricerche su ciò che sento ora accaduto. Più presto ch’io lo potrò sarò nuovamente da te. Maria! — e qui mise un sospiro e la voce di lui prese un accento soavemente patetico mentre baciandole con tenerezza la mano continuava: — Ah Maria! tu sei un angelo del paradiso! — e fu in un subito fuor della stanza.
— Sono un angelo del paradiso, e mi fugge via più che se fossi un demonio dell’inferno! Che ne pensi, Concezione?
— Ma, cara mia, egli ti ha pur data una ragione della sua istantanea partenza.
— Sì, ma non arrivo a spiegare a me stessa la confusione che dominava ne’ suoi discorsi e che appannava, per così esprimermi, gli accenti della sua tenerezza. Il solo momento in cui mi è sembrato leggergli negli occhi e nella fisonomia la forza del solo amore è stato quando mi ha lasciata. Ah sono ben infelice! —
La Concezione le avrebbe pur ripetuto volentieri che tutto le derivava dall’aver voluto farsi astrologar dalla zingara; ma vedea troppo reale il dolore della Maria per non temere di tribolarla di più, oltrechè era nata in lei stessa un’altra paura.
— È vero — ella pensava; — si scorgeva più la confusione che l’amore in que’ suoi discorsi. Parea che non vedesse l’ora d’andarsene. C’è mai pericolo ch’io mi sia ingannata nel credere Luigi innamorato da vero di lei e ch’io l’abbia innocentemente tratta a perdizione mantenendola in questo errore? Ah, Signore! non lo permettete! —
Povero Luigi! che torto gli si facea!