— Io stava per seguire la più nobile di tutte quando i vostri guardacoste me ne hanno impedito.... ma che dico io i vostri guardacoste? Io era indegno di Lui ed Egli non mi ha voluto.

— Di chi parlate adesso?

— Signore, io vaneggiava in questo momento; un certo amore della dignità di me stesso.... Oh sì, sì, vaneggiavo da vero. Chi è nel caso mio non può più parlare della dignità di sè stesso.

— Pare veramente. Si è detto, galantuomo mio, che possediate certo anello magico....

— Magico! — sogghignando ripetè il prigioniero.

— Coll’aiuto del quale vi sapete rendere invisibile.

— Se possedessi un anello di tanta virtù potete credere che non mi vedreste e non mi avreste or nelle mani. Portai lungo tempo, è vero, entro un anello tale specifico che ad ogni voler mio m’avrebbe sottratto per sempre al potere di tutti gli uomini; ma lo specifico e l’anello che lo conteneva andarono in fondo al mare quando credei d’aggregarmi ad un altro vessillo.

— È ben fatto che non vi siate reso nè invisibile nè impalpabile perchè potrete or darci alcuni schiarimenti di cui il tribunale abbisogna. Fa d’uopo che ora ne diciate i nomi di tutti i vostri compagni.

— Fui preso che ero solo nel mio palischermo.

— Galantuomo, vi consiglio risparmiare le vostre sottigliezze che qui non vi giovano a nulla. Intendo dire i nomi dei compagni dai quali vi allontanavate quando siete stato preso.