— Ah lo vedo! — soggiunse allora Gonzalvo con una piacevolezza e, aggiungiamo, con una tenerezza che non erano punto artefatte — ah lo vedo! Voi siete sempre gli uomini di Granata e di Taranto, voi siete sempre i miei eletti, e il punto d’onore è più forte in voi di qualsiasi patimento. Non soffrirò ciò non ostante che questo patimento vada più oltre, nè scoccherà il mezzogiorno che la mia cassa privata non abbia saldato il conto de’ vostri stipendi. —
Fra mille grida di Viva il Gran Capitano! ne furono sino udite altre di Ciò non sia mai! Ma ciò fu, e i soldati, come potete credere, non si ribellarono una seconda volta per non voler lasciarsi pagare. Così ogni tumulto fu dissipato. Con tali arti Gonzalvo manteneva e soldati e popoli affezionati al suo signore che, per dire la schietta verità, non se ne mostrò a lui molto grato in appresso. Già non è meraviglia se il conquistator di Granata non si vide trattato meglio di quanto il fu quel Cristoforo Colombo che aveva aggiunto un nuovo mondo alla corona del re cattolico. Ma tiriamo innanzi, chè ciò nella nostra storia non entra.
Intanto questa giornata terminava giocondissimamente per Gonzalvo che stava a desco parlando degli eventi di essa co’ suoi amici quando gli venne annunziata una vecchia spagnuola vestita piuttosto bene, ancorchè bizzarramente, che facea le più fervide istanze per essere ammessa ad udienza dal Gran Capitano. Se aggiugnete alla consueta popolarità di Gonzalvo il buon umore che lo dominava in quel punto, non penerete a persuadervi ch’egli diede ordine perchè fosse immediatamente introdotta.
Questa vecchia non mancava di un certo discernimento naturale, ma era ben poco avvezza a parlare coi grandi, nè si era trovata a petto del Gran Capitano se non una volta, diciott’anni addietro, in occasione di una festa battesimale. Pertanto, senza il bisogno urgentissimo che la stimolava, non avrebbe mai osato chiedere di presentarsi al vicerè di Napoli, e se bene una pronta ammissione fosse tutto quello ch’ella poteva e doveva desiderare in quel punto, l’ottenerla più subitanea di quanto mai si aspettava la scompigliò, perchè ciò non le diede tempo bastante ad ordinare in sua testa le cose che aveva a dire.
Fra i sorrisi adunque della servitù e dei commensali venne avanti facendo riverenze per tutti i versi la nostra vecchia che, al suo abito antico di drappo di seta ornato di merletti non meno antichi, avreste presa per la statua di una santa in giorno di processione.
— Qual è fra questi signori — ella chiese — sua eccellenza.... o sua altezza che gli dicano... in somma il vicerè?
— Il vicerè, signora, si dice che sia io. In che cosa posso giovarvi?
— Gli è perchè — rispose la vecchia facendo, nel suo imbarazzo, prime le cose che avrebbero dovuto esser l’ultime — gli è perchè.... già vostra altezza saprà che hanno messo dentro il gran capitano.... cioè, oh perdono, eccellenza! — Sarebbesi detto che la povera donna avesse udito e inteso sul serio quel certo sarcasmo del Bargilone.
E qui tutti a ridere!
— Eh! già, la mia creatura — soggiunse sorridendo Gonzalvo — io non mi credea d’esser grande e sapea di non essere stato, come dite voi, messo dentro.