— È vero; ma nella confusione me n’ero scordata. Bisogna poi compatire, altezza, una povera vecchia che non ha l’uso di parlare con gran signori, e di più tribolata dalla più amara delle afflizioni. Ah chi sa se sono arrivata in tempo! —
Qui la vecchia si diede a piangere a cald’occhi, e il dolore di lei apparve sì vero e una lettera del padre Venanzio dava tanto peso al suo messaggio che, dopo aver fatto ridere l’intera brigata, ella divenne oggetto d’interesse per tutti e principalmente pel Gran Capitano, il quale, fattala tosto sedere e ordinato che le fossero recati tutti i ristori di cui potesse abbisognare, si diede a leggere con profonda attenzione la lettera che il virtuoso minimo gli scrivea.
Dopo aver letto e ponderato quel foglio si alzò in piedi e si mise a passeggiare su e giù per la sala con due o tre suoi consiglieri statigli commensali in tal giorno e ne’ quali ponea maggior confidenza. In questo mezzo la vecchia non fiatava e guardava con tanto d’occhi ogni gesto, ogni alzare o chiudersi di palpebra, ogni moto delle labbra del Gran Capitano di cui non potea sentire (e quanto gliene rincrescea!) le parole.
Poichè Gonzalvo ebbe terminato di deliberare e discutere, tornò alla vecchia.
— Eccomi a voi, la mia donna.
— Adesso vostra altezza ha ben inteso? — domandò la Concezione che, confortata da una così cortese accoglienza, avea già ripreso tutto quel coraggio di cui si sentiva capace.
— Un po’ meglio che dalla vostra esposizione, mia cara creatura.
— E così?
— E così.... questa notte alloggerete qui in casa mia....
— Oh! — la Concezione esclamò.