— Poi domani mattina per tempo vi lascerete vedere da me, e tutto dipenderà in gran parte dalla prontezza con cui porterete a Cosenza le lettere che vi consegnerò.
— Madonna santissima! se dipende solo da questo....
— D’altra parte vi fornirò io i mezzi del viaggio perchè possiate farlo più prestamente.
— Ah quanta carità! ma vostra altezza ha detto una parola che non finisce di piacermi; ha detto, se non mi sbaglio, in gran parte. Per quei due poveri ragazzi almeno posso stare col mio cuore in pace?
— Per quei due poveri ragazzi spererei potervi fare sicura, semprechè però arriviate in tempo....
— Ah Signore Iddio, Signore Iddio! perchè non mi fate esser là in questo momento? Io son pronta a partire anche subito.
— Bisognerà almeno che mi diate il tempo di scrivere.
— E per il vecchio? è ben vero che ha la cattiva guardatura, come diceva l’astrologa; ma è divenuto il suocero della mia Maria. Per il vecchio dunque? —
Senza curarsi certo di chiedere schiarimenti nè su la cattiva guardatura nè su l’astrologa, il vicerè le rispose:
— Voi vorreste saper troppo, buona donna. Quando sarete là non rimarrete più all’oscuro d’alcuna cosa. Intanto vi basti esser certa che farò di tutto affinchè questo affare imbrogliato si sciolga il men male che sarà possibile, perchè in fine il re non son io. Intanto dunque potete ritirarvi; vedete bene che finchè state qui parlando io non fo nulla.