I giorni intanto scorreano e la costernazione crescea sempre più nel caritatevole frate, forse omai più desolato de’ suoi miseri prigionieri ch’egli avea così bene assuefatti ad una intera rassegnazione nel cielo.
Oh qual rimase in quel giorno ch’egli non potè allontanare di più, in quel fatal giorno in cui venne profferita la sentenza del tribunale, in cui venne annunziata a coloro che ne erano percossi! Questa condannava ad essere arrotato il vecchio, cui per clemenza speciale (dove s’era andata ad annicchiare la parola clemenza!) si concedea che il primo colpo ne decidesse la morte, i due innocenti sposi ad aver recisa la testa. Tutti e tre i rei erano già stati condotti nella conforteria. Il monaco di Paola avea troppo bene apparecchiati alla morte que’ miseri per aver più un estremo bisogno di confortarli, altrimenti ci sarebbe voluto un confortatore per lui medesimo.
Consolatevi, leggitori; nessuno dei tre prigionieri morirà per man del carnefice, laonde vi risparmio la lugubre descrizione dei loro estremi congedi; vi dirò solamente che il padre Venanzio, ridotto ad uno stato di vera agonia, contava ogn’ora, ogni quarto d’ora, ogni minuto, quando finalmente comparve la Concezione con una lettera per lui del Gran Capitano, lettera entro la quale era accluso un dispaccio alla corte di giustizia. Figuratevi se il padre Venanzio non s’affrettò a recarlo, e vedrete dal contenuto di esso che nè il Bargilone nè quegli amabili giudici dovettero riceverlo volentieri, ancorchè, senza scrupolo di calunniarli, si possa credere che avranno cercato di rifarsi delle tre vittime tolte ai loro artigli su gli altri sgraziati rei de’ quali non parlava il dispaccio.
Questo dispaccio considerava separatamente le persone dei due sposi e quella di Antonio Grifone. Quanto ai primi, il gran contestabile, fattosi interprete della sua grida medesima, dichiarò che non avea mai potuto prevedere la condizione orribile in cui due innocenti venivano ad essere posti dal testo della sua legge, e, valendosi delle facoltà che in casi di natura tanto straordinaria aveagli concessi sua maestà il re Cattolico, gli assolveva da ogni pena e si offriva anzi egli stesso a pagare le spese di un processo derivato, egli avea la virtù di confessar ciò, da una sua inavvertenza soltanto. Circa ad Antonio Grifone, lo stesso Gran Capitano, con l’autorità parimente delegatagli dal re, ordinava che fosse bensì tenuto sotto buona custodia, ma che ne venisse sospeso il processo o l’esecuzione della sentenza, in caso che fosse emanata, finchè gli pervenissero istruzioni dal monarca al quale avea fatti presenti gli antichi servigi prestati dall’infelice reo allo stato e la sua antica eroica devozione ad un sovrano nelle cui vene, finalmente, il sangue dei re d’Aragona scorrea, siccome un argomento valevole se non altro a mitigarne la pena.
Ciò non bastava alla compiuta felicità dei due sposi che continuavano a vedere in pericolo i giorni del capo di loro famiglia; ma è inesplicabile il contento che ne trovò questi al veder minorata di tanto la propria infamia, al veder sottratti ad ogni infamia i suoi figli. L’alterazione prodotta da tale contento nel suo corpo affranto per cotanti patimenti fu sì forte che ne morì di lì a pochi giorni, nè potè sapere che cosa avrebbe decretato di lui il sovrano. Il suo ravvedimento era stato sì pieno che morì nella pace dei giusti non mai abbandonato dall’assistenza dell’ottimo minimo, nè da quella della sua così cara e virtuosa famiglia, dono di cui tanto più ringraziava Dio quanto maggiormente era convinto di non averlo mai meritato.
Il Gran Capitano colmò in appresso questa famiglia di munificenze e di onori, ai quali per lo sposo di Maria si aperse ogni adito perchè il rescritto apposto dal re di Spagna alla consulta del suo contestabile era tale che, risparmiando ogni pena infamante ad Antonio Grifone, lo sottoponeva soltanto, se fosse stato tra i vivi, ad una relegazione perpetua. Il padre Venanzio e la Concezione vissero ancora abbastanza per vedere i figli di Maria Solis e di Luigi Grifone.
FINE
[ INDICE]
| I. | La magra fiera | [Pag. 3] |
| II. | La mala predizione | [15] |
| III. | L’apparizione | [24] |
| IV. | Nuovi motivi di agitazione e stupore | [35] |
| V. | La corte di giustizia | [40] |
| VI. | Fazioni di barbarie interrotte | [48] |
| VII. | L’espettazione e l’arrivo | [54] |
| VIII. | Le nozze | [67] |
| IX. | La sorpresa | [76] |
| X. | L’enigma spiegato | [86] |
| XI. | Il gran capitano | [97] |
| XII. | Conclusione | [109] |