Soccorso, soccorso! urlavano i marinai, i quali scoraggiti, stanchi dalle violenti ma inutili fatiche, disperati, miravan torvi il mare e stavan per salvarsi a nuoto lasciando abbandonato il naviglio e preda di sventura gli infelici viaggiatori!
Soccorso, soccorso! pregava il desolato capitano, che madido di sudore e gocciante per le vesti inzuppate scorgeva dall'alto del ponte il suo Ciullo dannato a sommergere, e vedeva imminente, fatale, il precipizio!
—Soccorso, soccorso!
—Aiuto, aiuto!
Coraggio, coraggio! si gridava da terra; e quattro lancie spinte da robuste braccia volavano in soccorso dei naufraghi.
Pericolanti e salvatori s'incuoravano a vicenda, e l'onde già gorgogliando salivano dagli spalancati boccaporti ed allagavano il cassero, allorchè le scialuppe raggiunsero lo spezzato vapore ed una mano di barcaiuoli e montanari si slanciò a furia sulla tolda.
Da questi sorretti o portati scesero i naufraghi nelle lancie, e il capitano sarebbe stato ultimo ad abbandonare il Ciullo se due uomini non avesser dovuto porre qualche ritardo nel calare una giovinetta la quale svenuta e colle vesti scomposte serrava sul cuore la mano di un giovin uomo e gli abbandonava il capo nel seno. Bizco e Pierio, sollevata Emma, la deposero sul fondo della barca, ed Arrigo ancor barcollante e pallido le si assise daccanto e sdossatasi la guarnacca la stese sulle assiderate membra della sposa, nel mentre la baronessa spaurita e tremante mirava in viso cogli occhi spalancati figliuola e genero e stropicciava con febbrile ardore le fredde dita della supina. Bizco e Pierio intanto raccolti i remi, li tuffarono con vigoroso impeto nell'onde e vogando serrati raggiunsero le più celeri lancie e presto le sorpassarono afferrando la riva gremita per curiosi e compassionevoli.
Nel medesimo tempo il postale scompariva: la lotta tra l'acque e il fuoco era davvero stata viva, ma le prime avevano trionfato e colla stiva colma da esse affondarono eziandio i carboni bruciati ma spenti. La superficie dello stretto ridivenne quieta e piana; solo qua e là qualche tavola fluttuava ed infissa in una di queste stava ritta pur non sventolante la bandiera della nave. Il cadavere del fuochista, unica vittima umana, spinto dall'onde si era avvicinato alla riva, ma ricacciato da nuove fin nel mezzo, parve s'ostinasse a non abbandonare la costa dell'isola, e galleggiò incerto per assai tempo, ma alla fine accavallate dal vento soffiante da Val di Mone le istesse onde che gli erano bara lo trascinarono nella loro corsa violenta fin presso le coste di Calabria, e là sulle secche fu infatti raccolto e dai pescatori tumulato.
Il mal capitato fuochista era di Reggio, e dopo dieci anni ritornava, morto, alla terra natale!
Scesi a terra, i salvati furono immantinente circondati da donne e marinai, le une recando ristori e panni, gli altri offrendo sè stessi e le casupole. La triste comitiva però s'incamminò verso il forte del Faro, preceduta da quell'uffiziale comandante e seguita da qualche soldato sbucato dalla batteria in lor soccorso. Procedevano silenziosi, e fra quelle faccie vispe ed abbronzate avresti scorto il contrasto dei visi pallidi e smunti, il languore della persona e l'abbandono delle forze disegnavano su quelle fronti gelate dispetto e spavento! Pierio e Bizco avanzavano primi portando sulle braccia Emma e lor dappresso era l'uffiziale il quale sosteneva la baronessa, aiutato nel pio ufficio da Arrigo. Il capitano, gli altri passeggieri, l'equipaggio, seguivanli; e negli occhi vivaci di quei pietosi vallegiani brillava la gioia della buon'azione e il rammarico insieme della sgraziata avventura. Quella processione sarebbe sembrata un mortóro, se fossevi apparso un feretro!