—Il vostro nome?…

—Buscemo Stampace.

Il soldato scosse il campanello, e un gendarme entrò.

—Tenete custodito costui sino al mio ritorno… alle guardie date l'allarme…—e, salutato gravemente Stampace, uscì.

Bino stava chiuso segnando lettere per la provincia, allorchè poco dopo questo dialogo si battè alla di lui porta. Appena si vide interrotto nascose un gran fascio di esse entro un vano coperto da stuoia, e levatosi aprì. Introdotto il visitatore, Bino serrò a chiavistello, e precedendo lo invitò a sedere in una dulie due seggiole che fiancheggiavano lo scrittoio.

—Perchè sì presto?

—Oh Bino… grave pericolo vi minaccia… la congiura è scoperta… e lo spione si chiama Buscemo Stampace.

—Buscemo?!… impossibile, Orlando!…

—Così è… il traditore è guardato da' miei gendarmi… fra un'ora, o Bino, dovrei eseguire i comandi del Re… lasciate la valle… e raggiungete, se sta in vostro potere, maestro Pardo…

—Dunque, Pardo?!…