—Siamo molti, e tuo solo aiuto è un vecchio…
—Non m'arrendo. Qui sotto sta morta la sorella mia. Qui dunque avrò fossa; pigliatemi.
—Il figliuolo di Bizco non cede, muore. E con lui morrà il vecchio
Giaimo!
Pierio s'era così ribellato, nè l'uffiziale doveva più oltre sopportarlo; epperò senza aggiunger parola d'un salto gli si avventò addosso e tentò disarmarlo. Ma il montanaro era troppo destro per non preveder quell'offesa, e nel mentre Azzo piegava la spada a percuotere con un rapido manrovescio il coltello di lui egli lo colpi d'isbiescio nell'addome. La ferita, benchè leggiera, diè sangue, ed alla vista di esso Azzo inferocì, e serratosi contro a Pierio, tale una tempesta di colpi gli scaricò lungo la persona che questi ne rimase tutto intronato e per pochi istanti stette passivo attore nella scena. Pur si risentì, e bramoso di vendetta rivolse contro il petto del soldato l'acuta punta del coltello, stracciandogli la tunica e scalfiggendolo. La nuova ferita accrebbe l'ira di Carbonera, il quale, dato bando ad ogni precauzione, si precipitò sul galeotto, e gl'immerse con tanta furia la spada nel ventre che l'elsa riurtò. Pierio impallidì e versando col sangue la vita, rovesciò cogli occhi smarriti sul suolo e giacque.
Giaimo intanto era stato circondato, assalito e fatto immantinente prigione dai soldati. Debole e disarmato, non avea potuto opporre resistenza veruna, e pallido per odio insoddisfatto, fu trascinato lontano dai due campioni e tenuto saldo sino a duello compiuto. La valentia di Pierio lo consolò, ma ogni illusione svanì quando cadde morto sul tumulo di Zelmira e vidde Azzo muovergli incontro sfavillante di gioia e colla spada ancor fumante del sangue dell'ucciso. Trepido attese dal vincitore l'ordine che lo fucilassero, ed a quella angoscia s'univa desiderio di cessar tante pene ed unire per sempre il suo al destino de' cari defunti! Qual fu la di lui meraviglia allorquando seppesi assolto e libero! Ne rimase sconfortato, ed uscito dal cerchio de' suoi custodi volò al tumulo e brandito l'insanguinato coltello che giaceva press'al cadavere di Pierio se lo cacciò a più riprese in cuore gridando con tutta la voce:
—Eccomi a te, Tecla!
E il mortorio di Tecla passava appunto in quell'istante la soglia del triste recinto.
VII.
Il dì dopo quest'olocausto di sventurati, due giovani salivano sul battello a vapore per Patti. Un uffiziale avevali accompagnati sino a bordo, e poco prima della partenza li salutò ed augurò loro viaggio felice.
—Addio, Azzo.