—Bene, bene, Polo…

—Posdomani andrò a leggerlo, come mi s'impose, al collegio di
Modica… e spero anche di potermene servire pel concorso di
Catania…

—So tutto, Polo… Ma voi non sapete però che v'è…. rivale….

—Chi mai?

—Nientemeno…

—Nientemeno…

Ciprigno, girò con sospetto gli occhi all'ingiro, poi fattosi piccino della persona, accostò la bocca all'orecchio del seduto, ed in atto di gran mistero gli sussurrò con voce tremante un nome. Era il nome del figlio di un potente, di un uomo alto e famoso.

—… Lui?!…

—Lui. Che volete, Polo mio? S'è fitto in capo di vincere!

—E vincerà… lo temo!